VOCI PER GLOSSARIO

Accordo del debitore

Ha l’obiettivo di comporre debiti di natura imprenditoriale. Consiste in un piano che prevede tempi e modi di rimborso dei debiti, in funzione delle possibilità economiche attuali del debitore. Necessita del consenso di almeno il 60% dei creditori chirografari.

Accordi di ristrutturazione dei debiti

Vedi Accordo del debitore.

Amministrazione straordinaria

L’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza è una procedura concorsuale introdotta nel 1979 dalla Legge 95 del 3 aprile 1979 (detta “legge Prodi” e ora regolata dal Dectreto Legislativo 270/99.

Da tale procedura occorre distinguere l’amministrazione straordinaria speciale, introdotta nel 2003 e riservata alle grandi imprese in stato di insolvenza, e l’amministrazione straordinaria prevista per le banche, disciplinata dal Testo Unico Bancario.

Anatocismo

Il termine indica la generazione di interessi (capitalizzazione) da altri interessi su un determinato capitale, resi produttivi sebbene scaduti o non pagati. Nella prassi bancaria, tali interessi vengono definiti composti. L’interesse attivo su un conto di deposito o il calcolo dell’interesse passivo di un mutuo sono esempi di anatocismo.

Azione revocatoria

Azione che permette al creditore di far dichiarare inefficaci gli atti di disposizione che il debitore abbia compiuto in pregiudizio delle sue ragioni.

Comitato dei Creditori

Organo collegiale della Procedura fallimentare nominato dal Giudice e composto da un numero ristretto di creditori. Autorizza gli atti del Curatore e controlla la gestione del fallimento.

Commissario Giudiziale

In caso di concordato preventivo, ha funzioni di coordinamento e controllo su tutta l’attività svolta dal debitore, e collabora con quest’ultimo nella gestione dell’attività di impresa e nell’esecuzione degli obblighi concordatari. Il Commissario riferisce inoltre al Giudice Delegato le omissioni, le mancanze e le violazioni eventualmente riscontrate.

Può essere nominato Commissario chi ha i requisiti per essere curatore fallimentare (art. 163 c.2 n.3 della Legge Fallimentare, che richiama gli articoli 28 e 29). Nell’esercizio delle sue funzioni il commissario agisce quale pubblico ufficiale (art. 165 della Legge Fallimentare).

Commissario Liquidatore

Organo che procede a tutte le operazioni della liquidazione secondo le direttive dell’autorità che vigila sulla liquidazione, e sotto il controllo del Comitato di sorveglianza.

Le sue funzioni sono simili a quelle del Curatore. L’art. 199 della Legge Fallimentare dispone infatti che il Commissario è pubblico ufficiale, può essere sottoposto ad azione di responsabilità, può essere revocato o sostituito come il Curatore (artt. 37 e 38 della stessa Legge), e come lui può delegare altri allo svolgimento dei suoi compiti (art. 32 della stessa Legge), sotto la vigilanza dell’autorità amministrativa di vigilanza.

Commissione Organismi di Composizione della Crisi

Commissione di studio delle problematiche trattate dalla legge 3/2012.

Consulente Tecnico di Ufficio

Vedi CTU.

Creditori chirografari

Nel codice civile italiano, sono i titolari di un credito non assistito da alcun tipo di garanzia reale (cioè coperta da un bene, quale il pegno o l’ipoteca) o di garanzia personale (quale la fideiussione o l’anticresi).

CTU – Consulente Tecnico dell’Ufficio

Svolge la funzione di ausiliario del giudice lavorando per lo stesso in un rapporto strettamente fiduciario, nell’ambito delle competenze definite con rigore e precisione dal Codice di procedura civile.

Scopo del CTU è quello di rispondere in maniera puntuale e precisa ai quesiti che il giudice formula nell’udienza di conferimento dell’incarico e di relazionarne i risultati nell’elaborato peritale che prende il nome di Consulenza Tecnica d’Ufficio. Può essere chiamato a fornire chiarimenti (verbalmente o per iscritto) dal Tribunale.

Curatore fallimentare

Come disposto dall’art. 31 comma 1 della Legge Fallimentare, è colui che “ha l’amministrazione del patrimonio fallimentare e compie tutte le operazioni della procedura fallimentare sotto la vigilanza del giudice delegato e del comitato dei creditori, nell’ambito delle funzioni ad esso attribuite”.

Il suo compito principale è la massima soddisfazione dei creditori, che si concretizza con la liquidazione del patrimonio della persona fisica fallita, con il recupero dei crediti e con azioni legali

Custode giudiziario

Organo ausiliario del giudice, che amministra e conserva le cose pignorate o sequestrate.

Nel provvedimento di nomina del custode giudiziario, il giudice stabilisce le direttive e le istruzioni necessarie, sancendo i compiti del custode ed i limiti della sua attività in relazione alle diverse situazioni specifiche.

Decreto Marzano

Contiene misure per la ristrutturazione industriale di grandi imprese in stato di insolvenza.

Delegato alle Vendite

Professionista ausiliario del Giudice delle Esecuzioni. Su incarico di quest’ultimo, provvede alla vendita di beni oggetto di esecuzioni secondo quanto disposto dall’art. 591bis del Codice di procedura civile.

Esdebitazione

Beneficio della liberazione dai debiti non onorati al termine di una procedura fallimentare o di sovraindebitamento. L’esdebitazione si concede alla persona fisica che abbia fallito , in presenza di requisiti oggettivi e soggettivi particolari.

Fideiussione

Contratto con il quale un soggetto, chiamato fideiussore, garantisce un’obbligazione di un altro soggetto (ad esempio di un debitore), obbligandosi personalmente nei confronti del creditore del rapporto obbligatorio.

Inadempimento

Esecuzione mancata o inesatta di una prestazione dovuta. In caso di inadempimento, occorre valutare in che misura il rischio vada sopportato dal debitore (e quindi in che misura questo debba risarcire il creditore), e in che misura il rischio vada invece accollato al creditore.

Legge Fallimentare

Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 267.

Liquidazione del patrimonio

Procedura alternativa alla stesura dell’Accordo del debitore o al Piano del consumatore. Con la procedura di liquidazione, il debitore o il consumatore possono chiedere che tutto il loro patrimonio venga liquidato per distribuirne il ricavato tra i tutti i creditori.

OCC – Organismo di Composizione della Crisi

L’espressione si riferisce ad di enti pubblici o privati dotati di requisiti di indipendenza e professionalità, iscritti presso un apposito registro tenuto dal Ministero di Giustizia. Gli OCC svolgono la difficile funzione di comporre gli interessi del debitore con quelli dei creditori, e sono di ausilio del giudice.

Omologazione

Con riferimento al ricorso per concordato preventivo, il termine indica la fase di verifica e conteggio dei voti al fine di approvare o meno la proposta di concordato.

Organismo di Composizione della Crisi

Vedi OCC.

Organi fallimentari

Soggetti indicati dalla legge che compaiono nelle procedure di fallimento: Tribunale, Giudice Delegato, Curatore e Comitato dei Creditori.

Piano del consumatore

Progetto che prevede tempi e modi di rimborso dei debiti, redatto sulla base delle possibilità economiche attuali del debitore. È destinato al consumatore che ha contratto debiti per le esigenze proprie e della propria famiglia. Non deve avere il consenso dei creditori, ma per poterlo stilare è indispensabile che il creditore ne sia meritevole, ovvero che non abbia contratto debiti con la consapevolezza di non poterli onorare.

Par condicio creditorum

Espressione latina con cui si indica il principio della parità di condizioni tra i creditori. Costituisce l’essenza della legge fallimentare. In base a tale principio, la legge stabilisce che tutti i creditori, fatti salvi diritti di privilegio, debbano essere soddisfatti con condizioni identiche.

Prelazione 

Diritto in capo ad un soggetto ad essere preferito, rispetto ad un altro a parità di condizioni, nella costituzione di un negozio giuridico. Può essere volontaria, oppure legale.

Procedura concorsuale

Procedura giudiziali cui è soggetta un’impresa commerciale che sia insolvente ed in possesso dei requisiti dimensionali di cui all’art. 1 comma 2 della Legge Fallimentare.

Una volta accertata l’esistenza dei due requisiti, le procedure concorsuali disciplinano il rapporto tra il soggetto insolvente ed i suoi creditori mediante la presenza di un’autorità pubblica e di altri soggetti. Questi variano a seconda della procedura e valutano la possibilità che l’impresa prosegua la sua attività, ovvero la liquidazione del patrimonio.

Sovraindebitamento

È definito dalla legge come “perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente”.

Spossessato

Colui che, dopo una sentenza di fallimento, ha perduto l’amministrazione – ma non la proprietà – dei suoi beni.

Stato di insolvenza

In economia e nel diritto fallimentare, con questa espressione (o con quella equivalente stato di decozione) si intende la situazione in cui un soggetto economico (di norma un imprenditore commerciale) non è in grado di onorare regolarmente alle scadenze pattuite, con mezzi di pagamento normali, le obbligazioni che si è assunto.

Stato di sovraindebitamento

Si intende per sovraindebitamento lo squilibrio tra le disponibilità liquide e le obbligazioni contratte da una persona fisica o da un soggetto giuridico.

Il concetto di sovraindebitamento come sopra espresso è entrato nel sistema giuridico italiano a partire dal 2012 con la Legge n. 3 del 2012, “Disposizioni in materia di usura ed estorsione, nonché di crisi di sovraindebitamento”.

Usura

L’usura (parola derivante dal latino usura, “interesse”) è la pratica consistente nel fornire prestiti a tassi di interesse considerati illegali, socialmente riprovevoli e tali da rendere il loro rimborso molto difficile o impossibile.

In questi casi, il debitore è spinto ad accettare condizioni molto pesanti poste dal creditore a proprio vantaggio, come la vendita a un prezzo particolarmente vantaggioso per il compratore di un bene di sua proprietà. A volte, il creditore compie anche atti illeciti ai danni del debitore per indurlo a pagare.