GESTIRE IL SOVRAINDEBITAMENTO: LE PROCEDURE DI LEGGE

Il diritto fallimentare è la branca del diritto che studia le procedure concorsuali, cioè la disciplina del modo in cui i creditori concorrono nella ripartizione dell’attivo dell’imprenditore divenuto insolvente.

A questo compito fondamentale, l’evoluzione dell’economia e l’influenza di modelli anglosassoni hanno affiancato quello di proteggere quanto di valido permane in un’impresa in crisi. Il diritto fallimentare è divenuto dunque il diritto della gestione e della risoluzione delle crisi aziendali. Ciò ha comportato l’introduzione del concetto di esdebitazione: il debitore meritevole può liberarsi di tutte le sue obbligazioni residue e tornare ad agire a pieno titolo nel mondo produttivo.

Essenzialmente, quindi, il diritto fallimentare disciplina il fallimento dell’imprenditore e di altre figure, tradizionalmente considerate minori ma di rilevanza sociale sempre crescente.

In presenza di una crisi dell’impresa commerciale, l’ordinamento giuridico italiano prevede procedure concorsuali alternative al fallimento: alcune (come il concordato preventivo e l’ amministrazione controllata) sono rivolte a salvare l’impresa, evitandone il fallimento. Altra procedura concorsuale sostitutiva del fallimento è la liquidazione coatta amministrativa, che si applica a categorie di imprese sottoposte alla vigilanza dello Stato (banche, assicurazioni, società cooperative ecc.).
Infine, un’ultima procedura concorsuale è costituita dall’amministrazione straordinaria, riservata a società di capitali con almeno 300 addetti. Il carattere della concorsualità è comune a tutte le procedure in quanto esse mirano a realizzare (salve le cause di legittima prelazione) la par condicio creditorum, ovvero l’eguale diritto dei creditori sui beni del debitore di vedere soddisfatto il loro credito.

L’imprenditore, durante l’esercizio della sua attività, può trovarsi in una particolare situazione di natura economico-finanziaria, che lo rende incapace di far fronte ai propri debiti. Tale situazione, che può essere temporanea o duratura, è chiamata “stato di insolvenza”, o, secondo le nuove tendenze, “stato di sovraindebitamento”.

Per far fronte a questa situazione, il nostro ordinamento prevede procedure per così dire maggiori, dirette alle aziende che superano i limiti dimensionali previsti dall’art. 1 della Legge Fallimentare. Tali procedure sono:

  • il fallimento
  • il concordato preventivo
  • la liquidazione coatta amministrativa
  • l’amministrazione straordinaria
  • l’amministrazione straordinaria speciale (c.d. “decreto Marzano”).

Queste procedure hanno alcuni caratteri in comune:

  • l’universalità: colpiscono tendenzialmente tutti i beni dell’imprenditore;
  • la concorsualità: coinvolgono tutti i creditori dell’imprenditore alla data in cui il dissesto è accertato;
  • la par condicio creditorum: assicurano parità di trattamento a tutti i creditori dell’imprenditore.