Anatocismo: Cos’è e cosa fare

Cosa è esattamente l’anatocismo? Il termine deriva dalle due parole greche tókos (“interesse”) e anà (“di nuovo”) e sta a significare letteralmente “nuovi interessi”. Tecnicamente, si tratta di una pratica per cui gli interessi maturati in un certo periodo su una data somma concorrono all’aumento del debito complessivo, e producono per il periodo successivo interessi ulteriori e maggiori.
Dal punto di vista del debitore, l’anatocismo rappresenta un aggravamento dei costi di ripianamento del suo debito: aumentano infatti gli interessi che il debitore deve corrispondere al suo creditore.

L’anatocismo rientra nel numeroso elenco di pratiche finanziarie che vigevano nell’Italia post-unitaria, e che in assenza di una legislazione uniforme rendevano l’accesso al credito estremamente diseguale tra le varie zone d’Italia nelle modalità e nei costi.
Dopo l’Unità d’Italia, il sistema bancario si trasformò da strumento funzionale all’economia bellica in attività economica autonoma ed orientata al lucro. Il legislatore aveva lasciato agli operatori bancari una certa libertà di azione nel definire le condizioni del credito; la definizione delle clausole contrattuali era demandata ad un generico “rinvio ad usi su piazza”.
In mancanza di una legislazione che codificasse i rapporti con i clienti, gli operatori regolavano la loro attività attraverso le pratiche d’uso, e di fatto riempivano il vuoto giuridico con convenzioni e prassi diverse da luogo a luogo. Queste, inevitabilmente, si prestavano ad interpretazioni discrezionali, soprattutto perché si lasciava ampiamente indeterminata la clausola essenziale del rapporto finanziario, cioè la modalità di calcolo degli interessi.
Le banche fecero largo (ab)uso di tale indeterminazione, adottando pratiche spesso discutibili come l’applicazione dei giorni di valuta, di commissioni di tutti i tipi e, naturalmente, praticando disinvoltamente l’anatocismo.

Ancor oggi, alcuni tipi di contratto creditizio rivolto sia alle imprese che ai privati presentano clausole con cuisi pratica l’anatocismo. Non è infrequente, nella gestione delle crisi di impresa, rilevare anche casi di anatocismo.

Solo un’analisi attenta dei contratti relativi al credito, che va effettuata da operatori competenti, consente di verificare se si è in presenza di situazioni di anatocismo, oggi regolate da una normativa specifica.

In materia di anatocismo, lo Studio Fortuna Ristori è in grado di offrire assistenza:

  • quale consulente di parte, al fine di valutare l’esistenza o meno dei presupposti per agire nei confronti dell’Istituto di Credito;
  • come Consulente Tecnico dell’Ufficio del Tribunale.